ECCESSO DI CONTROLLO MENTALE

eccesso di controllo mentaleOggi finalmente concludiamo il nostro percorso di esplorazione delle Neuropersonalità. È il turno della Neuropersonalità mentale concreta. È caratterizzata da un eccesso di controllo mentale e in qualche modo ci riguarda tutti. L’eccesso di controllo mentale e di pensieri è infatti una caratteristica più o meno presente in tutti ed è la conseguenza dei blocchi collettivi.

I blocchi collettivi riguardano la difficoltà a vivere secondo la propria vera natura.

Chi di noi sente di essere totale e autentico in tutto ciò che fa? Chi sente di vivere il proprio Vero Sé, senza tentennamenti o senza sentire l’influenza di condizionamenti? Questa “chiusura del cuore” deriva dai condizionamenti che ciascuno di noi riceve. Questi, di fatto, ci obbligano ad adattarci alla nostra famiglia, alla nostra società. La conseguenza della chiusura della spontaneità è l’eccesso di controllo mentale, che diventa la nostra ancora di salvezza per capire come muoverci nel mondo. 

La razionalità, il lato sinistro del cervello umano, ha ovviamente una importantissima funzione.

È ciò che ha consentito lo sviluppo e l’evoluzione umana. È la nostra capacità di affrontare i problemi. Di usare la logica per comprendere il mondo. Il problema è quando questa funzione è in eccesso. Per poter essere in uno stato di benessere psicofisico corpo, mente ed emozioni devono funzionare in modo integrato. Il blocco di chiusura del cuore e iperattività mentale si manifesta come uno stato di dominanza cognitiva. I nostri tre cervelli (rettile, mammifero e cognitivo) dovrebbero scambiarsi informazioni e lavorare in modo integrato. Purtroppo però, la neocorteccia,  la parte che governa il ragionamento inibisce le informazioni provenienti dal cervello mammifero emotivo e dal cervello rettile istintivo. 

Tendenzialmente quindi la Neuropersonalità mentale concreta risulta sempre almeno un po’ in eccesso rispetto alle altre. 

Quando questa Neuropersonalità diventa prevalente ne deriva un eccesso di controllo mentale, di pensieri, giudizi. Il comportamento diventa eccessivamente freddo e distanziante. Si tende a utilizzare cinismo e a diventare calcolatori nei rapporti con gli altri. Dato che questo eccesso deriva da una inibizione degli affetti e degli istinti, la persona con Neuropersonalità concreta in eccesso avrà anche difficoltà ad accedere e a esprimere le emozioni. Ci sarà anche una difficoltà a sentire il corpo e a provare piacere corporeo. Quando gli eccessi di questa personalità sono portati all’estremo possono sfociare in disturbi ossessivi e paranoidi.

Come si supera questo eccesso di controllo mentale?

Innanzitutto lavorando sul piacere e sul rilassamento corporeo. Sono molto indicate le pratiche che usano il movimento del corpo, quelle che stimolano il lasciar andare e il mollare il controllo. La Mindfulness Psicosomatica, soprattutto agli inizi potrebbe risultare più difficile, proprio per la difficoltà a mollare l’eccesso di controllo mentale. Di conseguenza è più indicato partire dallo sperimentare l’energetica dolce (trovi una breve pratica guidata a questo link).

Un altro step del lavoro può riguardare il riconoscimento e l’espressione delle emozioni. Infine, dopo avere riportato un po’ di equilibrio tra il sistema corporeo e quello emotivo, si può lavorare direttamente sui giudizi e sulla rigidità mentale. 

Riassumendo, in questi mesi abbiamo esplorato le seguenti Neuropersonalità:

  1. Neuropersonalità fisico passiva (paura)
  2. Neuroperssonalità fisico attiva (rabbia)
  3. Neuropersoanlità emotivo passiva (amore e cura)
  4. Neuropersonalità emotivo attiva (gioco e ricerca)
  5. Neuropersonalità mentale astratta (fantasia, intuzione)
  6. Neuropersonalità mentale concreta (razionalità)

Riportare equilibrio tra le neuropersonalità in eccesso e in difetto è compito dell’approccio corporeo integrato.

Ti va di provare? Contattami senza impegno per avere maggiori informazioni!

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Anna Sari, psicologa

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